IL DDL SICUREZZA SPIEGATO AI RICHIEDENTI ASILO DELLA COOPERATIVA KARIBU

La squadra multidisciplinare del CAS REHEMA, guidata dalla Dott.ssa Sara SASSI, ha avviato in data odierna un percorso formativo svolto a spiegare ai richiedenti asilo il DDL Sicurezza.
Il Decreto introduce molti cambiamenti nel sistema d’accoglienza italiano sopratutto in termini di eliminazione di alcune figure professionali (come ad esempio l’insegnante di italiano, lo psicologo, l’infermiere, l’amministrativo, il magazziniere ed alcuni operatori sociali) con relativa cancellazione di servizi offerti ai richiedenti asilo, finalizzati alla loro integrazione nel tessuto sociale italiano

IL DDL SICUREZZA CONDIVISO CON I RESPONSABILI DI PROGETTI CAS E SPRAR KARIBU

La Dott.ssa Sara Sassi, Assistente Sociale di Formazione e Responsabile del CAS REHEMA, ha condiviso il DDL Sicurezza con tutti i Responsabili dei Progetti CAS e SPRAR.
Questa Legge voluta dal Ministro degli Interni Salvini (oltre ad eliminare molti servizi finalizzati all’integrazione dei richiedenti asilo politico nel tessuto sociale italiano) cancella molte figure professionali che in questi ultimi anni hanno maturato una lunga e ricca esperienza nel settore d’accoglienza.
Le figure professionali che perderanno il lavoro (andando ad arricchire il già ampio bacino della disoccupazione italiana) sono principalmente i Psicologi, Docenti di Italiano, Educatori, Infermieri, Amministrativi, Magazzinieri e vari altri Operatori Sociale.
Oltre ad eliminare dei servizi di integrazione ed a cancellare le figure professionali, il DDL Sicurezza avrà altresì un effetto negativo sul tessuto produttivo italiano che alimenta l’economia locale.

KARIBU VI AUGURA UN FELICE NATALE

“Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno”(Madre Teresa di Calcutta).
Ogni atto che la squadra KARIBU compie lo fa per lasciare un impronta di Amore ed un tocco di Speranza sopratutto in questo giorno che si celebra il Santo Natale.

BABBO NATALE ALLO SPRAR KARIBU DI SEZZE

Le Renne di Babbo Natale hanno fatto sosta a Sezze alfine di permettergli di consegnare dei doni ai bambini ospiti dello SPRAR. Prima di risalire sulla sua slitta, Babbo Natale ha voluto regalare una carezza di speranze alle mamme dello SPRAR per incoraggiarle ad affrontare il prossimo anno con rinnovato fiducia ed imperturbabile serenità.
Grazie alla squadra multidisciplinare dello SPRAR di Sezze, capitanata dalla Dott.ssa Carmela Alessia Iacomino, per avere regalo un po’ di magia agli ospiti KARIBU e per averli fatto sentire speciali in questo momento particolare dell’anno.

Oltre il linguaggio. La scuola delle donne

Siamo molto grati al lavoro che svolgono le nostre insegnati di italiano.

Capitanate dalla nostra Claudia Di Fiore, Francesca, Dafina, Debora e Sara insegnano ai nostri beneficiari qualcosa che va oltre la lingua italiana. Insegnano a stare nel nostro paese. E ne è un esempio il progetto “Oltre il linguaggio. La scuola delle donne”, pensato e studiato dalla nostra docente Francesca Giannini, che prevede un percorso di lingua e cultura italiana, educazione civica, orientamento socio – sanitario e condivisione del linguaggio dell’affettività. Il corso è rivolto a mamme e bambini dei progetti SPRAR dei comuni di Sezze e Priverno.

Le mamme presenti in questo corso sono mamme, sempre. Sono in aula con i loro bambini, e apprendono cose basilari per la loro quotidianità. Ad esempio la carta di identità, la geografia italiana, che parole usare nelle azioni quotidiane come fare la spesa. Oltre l’ A B C, il corso pensato da Francesca, che comprende delle dispense pratiche, è pensato a misura di donna. È pensato per chi è arrivato qui sperando in un futuro migliore per la creatura che ha con se.

“Progettare dei corsi d’italiano L2 per sole donne, non significa rinchiuderle in un “ghetto” di genere ma, al contrario, costruire percorsi che rispondano ai loro specifici bisogni, affinché l’apprendimento sia funzionale ed efficace” ci spiega Francesca “La situazione in cui si trova una donna immigrata è caratterizzata da un profondo ribaltamento del qui e ora( il Paese d’arrivo) e dell’altrove( il Paese d’origine). Nel primo caso si tratta di un’incognita, di una sfida e di una speranza; nel secondo caso si tratta di ricordi, certezze, memoria e passato. Emigrare e, successivamente, immigrare, significa snodarsi tra presente, passato e futuro creando una profonda frattura nella propria vita.”

Un percorso complesso quindi, fra essere donna, immigrata, mamma e consapevole che il ruolo che aveva nel proprio paese di origine può averlo anche qui.

“Ciò che le donne portano al corso d’italiano è soprattutto un desiderio di integrazione intesa come volontà di promozione sociale e di inserimento nel nuovo Paese. L’obiettivo è cercare soluzioni e relazioni personali che possano tenere insieme il “mondo d’origine” con quello della “Terra d’approdo” in un processo di costante contaminazione. Acquisire sicurezza, fiducia in se stesse e negli altri, è il primo importante passo verso una consapevole affermazione personale e sociale.” conclude Francesca.

E noi non possiamo che dirle grazie e augurarle buon lavoro.