Umuganda, balsamo d’integrazione

In lingua ruandese vuol dire contributo.

E la Karibu è fondata e guidata da due donne che conservano le proprie radici in Rwanda.

Per questo la Presidenza Liliane Murekatete ha pensato di portare questa buona pratica dell’Umuganda in Italia. In cosa consiste questa usanza nata negli anni ’60 e diventata poi pratica governativa e capace di unire due etnie divise da un conflitto etnico fra i più sanguinosi degli ultimi anni? Ogni persona idonea al lavoro fra i 18 e i 65 anni viene chiamato a fare qualcosa, a portare aiuto in un villaggio vicino. Questo aiuto è vario: coltivare, seminare, risistemare le cose danneggiate.

E in Italia?

Abbiamo iniziato dal 27 aprile a Monte San Biagio (LT), comune in cui la Karibu gestisce un progetto SPRAR molto inserito nel comune che consta di 36 beneficiari.  Sono stati indivuduati dei luoghi in cui operare portando delle migliorie. Il piazzale della Stazione FS, il sagrato della Parrocchia di San Giovanni Battista, la scala del Castello del centro storico, le due fontane di Vallemarina le piante aromatiche e il Giardino dell’Ecomuseo. Cento persone fra dipendenti e beneficiari dello SPRAR hanno dedicato 3 ore della loro vita a fare del bene, dare un contributo ringraziando così per l’ospitalità ricevuta.

“Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te, chiediti cosa puoi fare per il tuo paese”, con questa citazione del Presidente Kennedy la Presidente Liliane Murekatete introduce l’iniziativa, emozionata e consapevole di star portando in Italia una pratica che nel suo paese è stata davvero un balsamo che ha guartito una frattura etnica che ancora viene sentita.

In Italia, l’Umuganda diventa un modo per integrare i richiedenti asilo e i comuni dove la Karibu ha le sue strutture di accoglienza, per far comprendere anche il tipo di accoglienza diffusa che si cerca di diffondere e di attuare.

Una bellissima iniziativa, che vede legati Karibu e il Comune di Monte San Biagio e che speriamo diventi una buona pratica da portare avanti nel tempo” dice il Sindaco Federico Carnevale al momento del taglio del nastro, con la piccola Precious a portare le forbici. Poi è la volta della benedizione di Don Emanuele e i gruppi, in accordo e supportati dalla Multiservizi Monticelli, si distribuiscono nelle zone di intervento. Anche il paese partecipa, offrendo caffè e acqua a chi si stava muovendo nei vicoli. “Questo è quello che per noi è il valore dell’integrazione”  dice un’emozionata Presidenza, la dottoressa Liliane Murekatete, che instancabile guida la squadra che si dedica alla scala del Castello.

Sono state tre ore di intenso lavoro, con la Karibu che in sinergia con la Multiservizi, pulisce, differenzia e sistema tutto quello nella lista To Do stilata dal Comitato Permanente Umuganda, formato da Mirella Landi, Vana Pikiou e Tommaso Ciarmatore. Cartacce, mozziconi, sistemazione delle piante e pulizia delle fontane i lavori più impegnativi. Un lavoro di precisione quello della scala che ha visto avvicendarsi circa trenta persone.

Il tutto nello spirito di Umuganda, dare un contributo per rendere il posto dove viviamo migliore.

Prossimo appuntamento il 25 maggio nel Comune Roccagorga, dalla sindaca Carla Amici.

 

[Photo credits: Antonio Ricciardi]