Basta poco per fare tanto

La domanda più insistente e urgente della vita è: “Cosa stai facendo per gli altri?” (Martin Luther King)

 

Con l’arrivo di Burian, il vento freddo dalla Siberia che sta portando neve e gelo sulla nostra città,  l’amministrazione comunale ha intensificato le misure per proteggere e salvaguardare tutte le persone che vivono nelle strade della nostra città e aiutare quelle realtà spesso emarginate – come il campo rom di Al Karama – in cui la presenza di bambini e anziani richiede un sostegno per cibo, vestiario e generi di conforto. Il sostegno della Cooperativa Sociale Karibu inizia qui, con l’aiuto nella distribuzione di acqua, cibo e giochi ai bambini del campo con Best, Aruna, che viene dalla Sierra Leone, e Hamid, che invece proviene dal Pakistan.

Da lunedì 26 febbraio a giovedì 1 marzo 2018, oltre al prolungamento dell’orario del dormitorio di via Milazzo, per trovare rifugio dal freddo il centro  anziani di via Vittorio Veneto ha aperto le porte a chi non aveva un posto in cui stare. Queste misure straordinarie e la mappatura di chi, in città, viveva ai margini è il frutto dell’impegno sinergico fra l’amministrazione, la Croce Rossa Italiana – che vede in prima linea Lorenzo Munari, Coordinatore Responsabile Dormitorio C.R.I. Emergenza Freddo Latina – Cisterna di Latina  – e Protezione Civile.

La Cooperativa Sociale Karibu ha deciso di aiutare il personale che opera nel dormitorio di via Milazzo facendo partecipare alle attività tre beneficiari. Best, Evans – che vengono dalla Nigeria – e Nouman, Pakistan, hanno aiutato gli operatori C.R.I presso il dormitorio.

Attività che li ha segnati profondamente.

Evans, 20 anni, nigeriano, osservando due ragazzi gambiani intenti a prepararsi prima di lasciare il loro posto letto, parla e chiede che cosa succederà una volta che il dormitorio verrà chiuso e quando capisce che la chiusura di questa struttura rappresenta la perdita di un posto sicuro per chi non ha nulla, dice solo “it isn’t good”. Comprendere come basta pochissimo per non avere più un riferimento, un posto dove dormire, fare una doccia, bere qualcosa di caldo, è per loro una rivelazione di cosa può succedere dopo.

Il dormitorio si svuota, piano piano escono gli ospiti e arrivano gli operatori che prepareranno la struttura per questa sera. I posti letto sono tutti occupati, resta a letto un uomo che viene dalla Tunisia che ha un occhio gonfio e bisogno di cure, si aspettano gli operatori sanitari che verranno a fornirgli assistenza.

L’emergenza non è finita e dobbiamo solo ringraziare e sostenere chi, ogni giorno, non si gira dall’altra parte.