Oltre il linguaggio. La scuola delle donne

Siamo molto grati al lavoro che svolgono le nostre insegnati di italiano.

Capitanate dalla nostra Claudia Di Fiore, Francesca, Dafina, Debora e Sara insegnano ai nostri beneficiari qualcosa che va oltre la lingua italiana. Insegnano a stare nel nostro paese. E ne è un esempio il progetto “Oltre il linguaggio. La scuola delle donne”, pensato e studiato dalla nostra docente Francesca Giannini, che prevede un percorso di lingua e cultura italiana, educazione civica, orientamento socio – sanitario e condivisione del linguaggio dell’affettività. Il corso è rivolto a mamme e bambini dei progetti SPRAR dei comuni di Sezze e Priverno.

Le mamme presenti in questo corso sono mamme, sempre. Sono in aula con i loro bambini, e apprendono cose basilari per la loro quotidianità. Ad esempio la carta di identità, la geografia italiana, che parole usare nelle azioni quotidiane come fare la spesa. Oltre l’ A B C, il corso pensato da Francesca, che comprende delle dispense pratiche, è pensato a misura di donna. È pensato per chi è arrivato qui sperando in un futuro migliore per la creatura che ha con se.

“Progettare dei corsi d’italiano L2 per sole donne, non significa rinchiuderle in un “ghetto” di genere ma, al contrario, costruire percorsi che rispondano ai loro specifici bisogni, affinché l’apprendimento sia funzionale ed efficace” ci spiega Francesca “La situazione in cui si trova una donna immigrata è caratterizzata da un profondo ribaltamento del qui e ora( il Paese d’arrivo) e dell’altrove( il Paese d’origine). Nel primo caso si tratta di un’incognita, di una sfida e di una speranza; nel secondo caso si tratta di ricordi, certezze, memoria e passato. Emigrare e, successivamente, immigrare, significa snodarsi tra presente, passato e futuro creando una profonda frattura nella propria vita.”

Un percorso complesso quindi, fra essere donna, immigrata, mamma e consapevole che il ruolo che aveva nel proprio paese di origine può averlo anche qui.

“Ciò che le donne portano al corso d’italiano è soprattutto un desiderio di integrazione intesa come volontà di promozione sociale e di inserimento nel nuovo Paese. L’obiettivo è cercare soluzioni e relazioni personali che possano tenere insieme il “mondo d’origine” con quello della “Terra d’approdo” in un processo di costante contaminazione. Acquisire sicurezza, fiducia in se stesse e negli altri, è il primo importante passo verso una consapevole affermazione personale e sociale.” conclude Francesca.

E noi non possiamo che dirle grazie e augurarle buon lavoro.